sabato 22 agosto 2015
giovedì 20 agosto 2015
INDIGO CHILDREN BAMBINI INDACO in Stanley Kubrick's "Shining". Potrebbe Danny essere un bambino indaco?
Il film del 1980 "The Shining", tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, è uno dei film che ho guardato più volte in assoluto e che mi ha profondamente appassionata.
"The Shining" è uno dei film più discussi della storia del cinema, sia per la puntigliosa precisione e genialità del regista, sia per i temi spinosi che in esso sono racchiusi.
Questi temi, va detto, non sono subito visibili agli occhi dei più, al contrario vengono notati solo da chi ha la vista allenata, da chi ha guardato 150 volte la pellicola o da chi ha lo "shining".
In questo articolo propongo una serie di chiavi di lettura del film e proverò a far capire al lettore quello che ho visto al suo interno.
Riguardare questo film innumerevoli volte è stato come aggiungere di volta in volta tessere ad un puzzle che ancora risulta incompleto, probabilmente infinito.
Man mano che si ha accesso a nuovi file cerebrali, riguardando questo film, si scopre che erano già lì, sono sempre stati lì, un pò come Jack Torrence.
Ricordo ancora la prima volta che lo guardai, cercavo un film di paura, avevo 13 anni.
Devo dire che se la paura era quello che cercavo, l'avevo trovata! Senza tanti effetti speciali, il regista mi catapultò nell'ansia di scoprire cosa si celasse dietro la porta targata 237 dopo meno di mezz'ora dall'inizio, e subito mi venne fretta di risalire sul triciclo per allontanarmi il più possibile.
In seguito, intorno ai 15 anni, scoprii che Kubrick, il regista di quel film tanto spaventoso, non era esattamente un personaggino da poco, al contrario era considerato un genio della cinepresa e della fotocamera, così decisi di rivederlo, senza lasciarmi spaventare dalle scene, tentai di focalizzarmi sulla simmetria delle scene e sulla perfezione e accuratezza dedicata ai particolari.
Mi piaceva.
Niente di quello che veniva ripreso dava l'idea di essere stato messo lì a caso.
(Avrei poi scoperto quanto fosse azzeccata quell'impressione).
Mi capitò di riguardarlo anche perchè per un periodo ero affascinata dal modo di recitare di Jack Nicholson, e pensai che per il ruolo di personaggio che perde il controllo della propria mente, fosse più che perfetto. (non sapevo che anche il suo nome fosse stato un motivo per cui era stato scelto, d'altronde il personaggio si chiama proprio Jack).
All'università, poi durante la preparazione di un esame di psicologia, veniva citato proprio "The Shining" per spiegare il concetto di "altro da me".
Veniva utilizzato l'esempio delle gemelline che inquietano così tanto lo spettatore, perché sono diverse e uguali allo stesso tempo. Fui commossa nel raccontare la mia passione in sede di esame.
Un giorno, quando per l'ennesima volta ammiravo incantata questo capolavoro, la mia attenzione fu catturata da un particolare, non so neanche come mai, ma questa scena mi incuriosì.
"The Shining" è uno dei film più discussi della storia del cinema, sia per la puntigliosa precisione e genialità del regista, sia per i temi spinosi che in esso sono racchiusi.
Questi temi, va detto, non sono subito visibili agli occhi dei più, al contrario vengono notati solo da chi ha la vista allenata, da chi ha guardato 150 volte la pellicola o da chi ha lo "shining".
In questo articolo propongo una serie di chiavi di lettura del film e proverò a far capire al lettore quello che ho visto al suo interno.
Riguardare questo film innumerevoli volte è stato come aggiungere di volta in volta tessere ad un puzzle che ancora risulta incompleto, probabilmente infinito.
Man mano che si ha accesso a nuovi file cerebrali, riguardando questo film, si scopre che erano già lì, sono sempre stati lì, un pò come Jack Torrence.
Ricordo ancora la prima volta che lo guardai, cercavo un film di paura, avevo 13 anni.
Devo dire che se la paura era quello che cercavo, l'avevo trovata! Senza tanti effetti speciali, il regista mi catapultò nell'ansia di scoprire cosa si celasse dietro la porta targata 237 dopo meno di mezz'ora dall'inizio, e subito mi venne fretta di risalire sul triciclo per allontanarmi il più possibile.
In seguito, intorno ai 15 anni, scoprii che Kubrick, il regista di quel film tanto spaventoso, non era esattamente un personaggino da poco, al contrario era considerato un genio della cinepresa e della fotocamera, così decisi di rivederlo, senza lasciarmi spaventare dalle scene, tentai di focalizzarmi sulla simmetria delle scene e sulla perfezione e accuratezza dedicata ai particolari.
Mi piaceva.
Niente di quello che veniva ripreso dava l'idea di essere stato messo lì a caso.
(Avrei poi scoperto quanto fosse azzeccata quell'impressione).
Mi capitò di riguardarlo anche perchè per un periodo ero affascinata dal modo di recitare di Jack Nicholson, e pensai che per il ruolo di personaggio che perde il controllo della propria mente, fosse più che perfetto. (non sapevo che anche il suo nome fosse stato un motivo per cui era stato scelto, d'altronde il personaggio si chiama proprio Jack).
All'università, poi durante la preparazione di un esame di psicologia, veniva citato proprio "The Shining" per spiegare il concetto di "altro da me".
Veniva utilizzato l'esempio delle gemelline che inquietano così tanto lo spettatore, perché sono diverse e uguali allo stesso tempo. Fui commossa nel raccontare la mia passione in sede di esame.
Un giorno, quando per l'ennesima volta ammiravo incantata questo capolavoro, la mia attenzione fu catturata da un particolare, non so neanche come mai, ma questa scena mi incuriosì.
Chiunque fosse arrivato in quel momento a dirmi che la maglietta di Danny raffigurante la scritta "Apollo 11, USA" fosse lì per puro caso, avrebbe fatto molta fatica per convincermi.
Approfondendo, trovai sul web la ormai famosa ipotesi di complotto del "fake moonlanding" o falso allunaggio.
Questa teoria dice che lo sbarco sulla luna del 1969 che vedeva Neil Armstrong passeggiare sul suolo del nostro satellite, fosse in realtà stato girato in uno studio di Londra e le riprese furono dirette da Stanley Kubrick, sulla falsa riga di quelle di "2001 Odissea nello spazio" girato a Londra l'anno precedente, dallo stesso.
Trovai poi riguardo al film Shining diversi documentari che ne studiavano il lato occulto-esoterico, tra cui "Room 237" e "Operazione Luna" nel quale tra gli intervistati c'è anche la moglie di Stanley.
E allora, non ci avevo visto male!
Lo stupore più grande però mi colse dopo almeno 10 anni, quando in una sera di autunno, mi trovavo guarda caso a Londra, ospite da amici.
Qualcuno di loro mi chiese di scegliere un film da guardare insieme in una serata di pigrizia generale.
Avete ancora dubbi su cosa io possa aver suggerito?!
Dopo pochi fotogrammi di "The Shining"... la rivelazione!
Cosa avrebbe potuto spingermi ancora di più a guardare altre infinite volte il film, se non lo scoprire che nella versione in lingua originale (inglese), ci sono almeno 40 minuti di scene che non avevo mai visto??
E non si tratta di scene di poco conto, ma di quelle scene che mi hanno traghettato al di là di una visione meramente razionale del film, mi hanno mostrato che c'è qualcosa di ancora più GENIALE!
Partendo dall'inizio, una delle prime scene della versione integrale mostra un incontro tra Wendy (madre di Danny), Danny e una psicologa.
Dal dialogo si intuisce che il bambino si è sentito poco bene e la mamma ha chiamato la dottoressa per farlo visitare.
Qui Danny parla per la prima volta di Tony, il suo amico immaginario, spiegando che "vive nella sua bocca" ma la dottoressa non può vederlo perché "si nasconde."
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| scena tagliata |
Spostatesi in salotto, Wendy e la dottoressa continuano il colloquio, in cui la madre racconta un episodio di violenza del padre (Jack Nicholson) ai danni di Danny, nonché la comparsa di Tony, subito dopo l'evento traumatico.
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| scena tagliata |
Mi sembra di capire da questa scena che "Tony" rappresenti la parte più profonda di Danny, la sua parte animica, che emerge nei momenti di pericolo prendendo il pieno controllo della personalità del bambino e portandolo lontano dai guai. Come se con il primo trauma Danny avesse chiesto l'aiuto del piccolo genio nascosto in lui, e ora debba conviverci.
La seconda scena tagliata nella versione italiana, è rappresentata da Jack che appena sveglio, racconta a sua moglie la strana sensazione che ha avvertito, giungendo la prima volta all'Overlook Hotel, dichiarando di provare un fortissimo senso di Deja vu e di avere avuto la certezza di conoscere ogni angolo di quel posto sconosciuto.
Questo fenomeno di Deja vu è tipicamente collegato a fenomeni di ricordi di vite precedenti, ipotesi confermata dal cameriere killer Delbert Grady (il padre omicida delle due gemelline) che nel bagno della gold ballroom dice a Jack :" Mi dispiace dirle che qui il custode è sempre stato lei"
"you always been the caretaker", nonchè dalla foto nel fotogramma finale che ritrae Jack ad una festa all'Overlook il 4 luglio del 1921, anche se i fatti narrati nel film sono ambientati negli anni '80 in un hotel deserto.
Altra scena altamente ricca di significato a per le mie ipotesi, tagliata ovviamente nella versione destinata al Bel Paese, vede come protagonista Danny, completamente "posseduto" da Tony, dire le seguenti parole, rivolgendosi alla madre : " Danny non c'è, è andato via Signora Torrence", mentre Wendy scuotendolo, cerca disperatamente di svegliarlo :"Danny wake up!"
Questa brusca entrata in scena di Tony avviene come per la prima volta a seguito di un trauma. Danny è appena stato nella stanza 237.
Nell'ultima scena tagliata Wendy gira per l'hotel con il coltello in mano e, terrorizzata vede tutte le persone che sono morte lì nel corso degli anni. Proprio come se, a questo punto anche lei avesse un pò della luccicanza di Danny.
MA NON FINISCE QUI
Cosa poteva succedere ancora?
Forse avrei potuto scoprire che ANCHE dalla versione integrale sono state tagliate alcune scene?
SI'!
Le più interessanti riguardano il finale, e un finale cambiato o tagliato, cambia il significato di tutto il lavoro... no???
SI'!
Le scene tagliate dal finale non sono mai state montate nel film e vedono il signor Stuart Ullman, (colui che fece il colloquio a Jack, colui che ha una vaga somiglianza con un presidente USA), portare la pallina da tennis che misteriosamente compare nel corridoio poco prima che Danny entri nella "stanza proibita".
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| yellow ball |
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| Mr Ullman |
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| Scena mai montata. Wendy è in ospedale con Danny |
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| Scena mai montata. Mr Ullman parla con Danny |
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| Dialogo scene mai montate |
Se avessi visto un finale del genere da subito, forse personalmente avrei pensato che Mr Ullman non ha mai lasciato l'hotel, che la famiglia Torrence non è mai stata sola all'Overlook (fantasmi a parte), e che nella realtà qualcuno ha convinto Jack ad uccidere la sua famiglia, non solo nelle sue fantasie.
IL BAMBINO INDACO
Danny è un bambino dolcissimo e molto spontaneo. Sin da subito si mettono in evidenza le sue capacità psichiche:
- Preveggenza; con l'aiuto di Tony, il piccolo Danny vede quello che succederà tramite flash intuitivi o brevi immagini.
- Chiaro veggenza; Il bambino riesce a vedere i fantasmi delle due gemelline morte 10 anni prima
- Chiaro udienza e telepatia: Egli sente i pensieri del cuoco Mr Hallorann e riesce a comunicare con lui anche a grande distanza.
- Chiaro senzienza: Il piccolo indaco sente il male appena arriva all'hotel, percepisce che il padre non sta bene e avverte che questo potrebbe nuocere a sè stesso e alla madre.
- Intuizioni: Danny mette definitivamente in salvo sè stesso e Wendy, quando nel labirinto ripercorre i suoi passi al contrario, confondendo Jack e riuscendo a seminarlo.
Dal dialogo con il cuoco Hallorann:
"Lo sai come faccio a sapere che ti chiamano Doc? Lo sai di cosa sto parlando?
Posso ricordare quando ero un giovane ragazzo, io e mia nonna facevamo lunghissime discussioni, senza mai aprire la bocca.
Lei lo chiamava lo shining, la luccicanza, (probabilmente riferito alla luce dell'aura) e per un lungo tempo ho pensato che fossimo solo noi due ad avere lo shining.
Come probabilmente tu hai pensato di essere l'unico. Ma là fuori c'è molta gente, che non lo sa o non ci crede."
Spero che vi sia paciuto il mio articolo. Più avanti approfondirò il simbolismo nel film osservando:
Colori (soprattutto le combinazioni di Bianco, Blu e Rosso)
Musiche
Numerologia (237)
Giorni della settimana
Simbolo dello specchio
Simbolo del labirinto
Per adesso vi regalo queste immagini del backstage del film :)
A presto
Silvia
domenica 9 agosto 2015
preparazione del GHI
OGGI PREPARIAMO INSIEME IL GHI (BURRO CHIARIFICATO)
Sono un'amante della cucina sana e da poco ho scoperto che non c'è bisogno di abbandonare completamente i derivati animali per rendere più leggere la propria alimentazione
Sono stata di redente ad un ritiro di medicina ayurvedica, (la medicina della tradizione indiana).
E'stato qui che ho assaggiato per la prima volta il Ghi...e ho pensato :" buonissimoooo!!"
Si tratta di burro chiarificato ottenuto attraverso un procedimento fisico di scissione dei tre elementi principali che lo compongono; CASEINA, ACQUA E GRASSI.
Tenendo soltanto i grassi, otterremo il Ghi.
Utilissimo per la digestione, infinitamente più leggero e sano rispetto al burro tradizionale, il Ghi è sempre stato considerato nelle tradizioni orientali come un elisir di lunga vita.
Il burro chiarificato è indicato per tutte le età e soprattutto per gli anziani e le persone in convalescenza.
OCCORRENTE
Per la preparazione ho utilizzato:
- 125g di burro biologico
- un pentolino
- una pentola più grande per poter cuocere a bagnomaria
- una schiumarola
-un colino
-una garza sterile.
PREPARAZIONE
Fate bollire l'acqua e mettete il burro nel pentolino facendolo cuocere a bagnomaria fino a che non si scioglie completamente e otterrete un composto completamente liquido.
ATTENZIONE non mescolate e non toccate con il cucchiaio durante il processo di scioglimento per non alterare le sostanze.
Togliendo il pentolino dal fuoco vi accorgere della formazione di una schiuma bianca in superficie, mentre un liquido dorato si trova sul fondo.
Con una schiumarola rimuovete la schiuma bianca (caseina)
Dopo aver rimosso la schiuma bianca in superficie, foderate il colino con una garza sterile e utilizzatelo per filtrare il restante contenuto del pentolino.
Così facendo avremo eliminato completamente la caseina dal burro mentre l'acqua in esso contenuta è già evaporata nello scioglimento.
A questo punto potete utilizzare l'alimento ottenuto per friggere in maniera più sana (se lo utilizzate in forma liquida. Oppure potete utilizzarlo dopo che si sia condensato per realizzare delle squisite tartine dolci o salate.
NB: una volta condensato il Ghi non ha più bisogno di essere conservato in frigorifero e vi dura tantissimo!!
Spero di esservi stata utile
Buon Ghi a tutte!
Silvia
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Sono un'amante della cucina sana e da poco ho scoperto che non c'è bisogno di abbandonare completamente i derivati animali per rendere più leggere la propria alimentazione
Sono stata di redente ad un ritiro di medicina ayurvedica, (la medicina della tradizione indiana).
E'stato qui che ho assaggiato per la prima volta il Ghi...e ho pensato :" buonissimoooo!!"
Si tratta di burro chiarificato ottenuto attraverso un procedimento fisico di scissione dei tre elementi principali che lo compongono; CASEINA, ACQUA E GRASSI.
Tenendo soltanto i grassi, otterremo il Ghi.
Utilissimo per la digestione, infinitamente più leggero e sano rispetto al burro tradizionale, il Ghi è sempre stato considerato nelle tradizioni orientali come un elisir di lunga vita.
Il burro chiarificato è indicato per tutte le età e soprattutto per gli anziani e le persone in convalescenza.
OCCORRENTE
Per la preparazione ho utilizzato:
- 125g di burro biologico
- un pentolino
- una pentola più grande per poter cuocere a bagnomaria
- una schiumarola
-un colino
-una garza sterile.
PREPARAZIONE
Fate bollire l'acqua e mettete il burro nel pentolino facendolo cuocere a bagnomaria fino a che non si scioglie completamente e otterrete un composto completamente liquido.
ATTENZIONE non mescolate e non toccate con il cucchiaio durante il processo di scioglimento per non alterare le sostanze.
Togliendo il pentolino dal fuoco vi accorgere della formazione di una schiuma bianca in superficie, mentre un liquido dorato si trova sul fondo.
Con una schiumarola rimuovete la schiuma bianca (caseina)
Dopo aver rimosso la schiuma bianca in superficie, foderate il colino con una garza sterile e utilizzatelo per filtrare il restante contenuto del pentolino.
Così facendo avremo eliminato completamente la caseina dal burro mentre l'acqua in esso contenuta è già evaporata nello scioglimento.
A questo punto potete utilizzare l'alimento ottenuto per friggere in maniera più sana (se lo utilizzate in forma liquida. Oppure potete utilizzarlo dopo che si sia condensato per realizzare delle squisite tartine dolci o salate.
NB: una volta condensato il Ghi non ha più bisogno di essere conservato in frigorifero e vi dura tantissimo!!
Spero di esservi stata utile
Buon Ghi a tutte!
Silvia
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sabato 8 agosto 2015
venerdì 7 agosto 2015
Gli anima-li: sensitivi e guaritori naturali
Gli anima-li: sensitivi e guaritori naturali
La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
- M. K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948)
- M. K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948)
Sempre più frequentemente si parla delle potenzialità degli animali.
Da un punto di vista scientifico si sono sempre osservate con ammirazione le capacità straordinarie di:
- falchi che localizzano la propria preda a chilometri di distanza
- leopardi e puma dalla velocità straordinaria
- delfini e pipistrelli con le loro capacità di comunicare per mezzo di ultrasuoni
In America da molti anni esiste inoltre la Pet terapy: terapia che con l'aiuto dei cuccioli, si pone obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, psicologico ed emotivo.
"Gli sviluppi più recenti della pet terapy ci hanno mostrato che siamo stati capaci di costruire un rapporto terapeutico con gli animali più familiari. Istituti dedicati al recupero di bambini in difficoltà, ospedali, associazioni di handicappati, comunità per anziani, ricorrono con sempre maggior frequenza ad animali guaritori"
E. Tibaldi. Uomini e bestie, il mondo salvato dagli animali
Per quanto riguarda i cani, questi animaletti simpatici, sono in grado di ritrovare la strada di casa da chilometri di distanza percorrendo itinerari ad essi sconosciuti.
I migliori amici dell'uomo sono anche in grado di "sentire" e di agitarsi quando nelle vicinanze c'è qualcuno che è arrabbiato o che ha paura, (chi ha paura del morso del cane, è sempre il primo ad essere beccato!), sembra quasi che le basse vibrazioni prodotte da pensieri ed emozioni altrui, li infastidiscano.
Ma... ovviamente c'è di più.
In realtà gli anima-li, e mi riferisco soprattutto ai nostri amici domestici, se osservati attentamente, sono grandi maestri di saggezza, un pò come i bambini, prima che la società abbia fatto perdere loro tutto ciò che hanno di magico.
Essi hanno la fortuna di non subire alcuna alterazione nel loro stile di vita, nel corso della loro esistenza e restano immuni al plagio della matrix umana, nonostante ne siano non solo a contatto 24 ore su 24, ma anche dipendenti per la sopravvivenza.
Essi hanno la fortuna di non subire alcuna alterazione nel loro stile di vita, nel corso della loro esistenza e restano immuni al plagio della matrix umana, nonostante ne siano non solo a contatto 24 ore su 24, ma anche dipendenti per la sopravvivenza.
I migliori amici dell'uomo, non si preoccupano del tempo che trascorre e vivono ogni momento come se fosse l'unico.
Sembra quasi che abbiano imparato istintivamente ciò che gli uomini sul percorso spirituale impiegano anni per interiorizzare:
il concetto del QUI e ORA, o CARPE DIEM.
Ed è per questo motivo che non conoscono l'ansia (malattia di chi vive costantemente proiettato nel futuro); né la depressione (malattia di chi rimane ancorato al passato) essi vivono il PRESENTE con gioia e amore incondizionato verso chiunque.
il concetto del QUI e ORA, o CARPE DIEM.
Ed è per questo motivo che non conoscono l'ansia (malattia di chi vive costantemente proiettato nel futuro); né la depressione (malattia di chi rimane ancorato al passato) essi vivono il PRESENTE con gioia e amore incondizionato verso chiunque.
Proprio come i bambini, gli animali adottano un sistema super-ingegnoso quando sorge un problema da affrontare:
lo risolvono giocando! E quando hanno finito dormono.
lo risolvono giocando! E quando hanno finito dormono.
NON conoscono giudizi e pregiudizi verso nessuno, accettano le tue coccole indipendentemente dalla tua età, religione o professione.
Sono sempre pronti a perdonare, anche dopo una grande sgridata o dopo essere stati lasciati soli tutto il giorno.
Non ho neanche mai visto un gatto farsi le paranoie...
Domandina:
SIAMO CAPACI DI COMPORTARCI COSI'?
a presto
Silvia
Verrà il tempo in cui l'uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l'uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto...
- Leonardo da Vinci
martedì 4 agosto 2015
BIANCANEVE E L'ALCHIMIA
E' da molto tempo che desidero approfondire questa tematica, sin dai tempi della mia tesi in letteratura per l'infanzia all'università Cattolica.
Come prima scelta avrei deciso di trattare le fonti dalle quali Walt Disney attingeva per dare alla luce i suoi classici di animazione.
Avrei voluto enormemente parlare delle differenze che ci sono tra i cartoni animati del famoso regista e produttore hollywoodiano, e i testi originali di autori del calibro di Perrault; fratelli Grimm; Collodi e Andersen.
Una volta individuate le differenze avrei provato a dare una spiegazione dei diversi simboli e significati nascosti agli occhi dei più.
Approfondendo per hobby questo tema (dato che la mia tesi di laurea si è poi concentrata un un altro tipo di indagine) ho "scoperto" dinamiche a dir poco affascinanti, mi sono resa conto che questa idea non era venuta solo a me ma a grandi studiosi tra cui il mio adorato C.G. Jung.
Il tema trattato è estremamente ampio e attualmente altri ricercatori come S. Brizzi hanno tenuto conferenze riguardanti questo argomento, (in particolare sulla fiaba di Pinocchio.)
Data la vastità dell'argomento e la lunga lista di classici che mi propongo di analizzare sotto un diverso punto di osservazione, pubblicherò l'analisi di un classico per volta in maniera da concentrarmi maggiormente ed entrare il più possibile nel cuore di ognuno.
La premessa che mi è di obbligo fare è la seguente:
E' ormai di dominio pubblico il fatto che Walt Disney fosse un massone a 33° e come tale conosceva elementi di magia, alchimia, esoterismo, femminino sacro..ecc.
Prendendo come punto di riferimento la filmografia di Walt Disney, il primo classico prodotto in ordine cronologico è stato "Snow White and the seven dwarfs" del 1937 tratto dalla fiaba dei fratelli Grimm del 1819 "Snow White".
Classico Disney del 1937.
La pellicola ci racconta la storia di una fanciulla che, dopo aver perso la madre è costretta a convivere con la matrigna cattiva e vanitosa.
Quest'ultima osserva spesso la sua immagine nello specchio magico, che un giorno le rivelerà che Biancaneve è diventata più bella di lei.
Accecata dall'invidia, la matrigna incaricherà un cacciatore di ucciderla e di portarle il suo cuore come prova dell'avvenuta morte.
Mosso da compassione, il cacciatore lascerà scappare Biancaneve e porterà alla donna malvagia il cuore di un animale selvatico, per farle credere di aver commesso l'omicidio.
Scappata dal cacciatore la fanciulla attraverserà il bosco e incontrerà la casa dei 7 nani, con i quali stringerà un rapporto affettuoso e materno, incontrerà inoltre un bellissimo principe.
Dopo averla rintracciata, la strega le offre la famosa mela, che la fa cadere in un sonno profondo dal quale si risveglierà solo grazie al bacio del bellissimo principe azzurro.
Fiaba dei Grimm 1819
Lo scenario è quello di una giornata di inverno.
Una bella regina mentre è intenta a cucire, guardando la neve, si punge un dito e 3 gocce di sangue bagnano la neve.
La donna esprime il desiderio di avere un figlio, e presto nascerà una bambina con i capelli neri come l'ebano, la pelle bianca come la neve e le guance rosse come il sangue, dopodiché la regina muore.
Il padre si risposa, e la nuova moglie superba e chiede continuamente allo specchio magico chi sia la più bella del reame.
Sentendosi rispondere che all'età di 7 anni Biancaneve è già più bella di lei, la matrigna decide di farla uccidere dal cacciatore.
Chiede di farsi portare il fegato e i polmoni come prova dell'omicidio.
Il cacciatore impietosito lascia andare Biancaneve e uccide un cinghiale del quale porterà il fegato e i polmoni alla donna malefica, che li fa cucinare sotto sale e se li mangia.
Biancaneve, scappata nel bosco si rifugia nella casa dei 7 nani i quali le dicono che per rimanere la fanciulla deve necessariamente occuparsi delle faccende domestiche e prendersi cura di loro.
La matrigna cattiva, consultato di nuovo lo specchio (che non mente mai) si accorge che la ragazza è ancora viva, così travestitasi da vecchia, la donna solca i 7 monti e raggiunge Biancaneve.
Prima di offrire la mela velenosissima la vecchia tenta altre 2 volte di uccidere Biancaneve prima con un nastro stretto e poi con un pettine avvelenato. Nei primi due casi, in seguito all'intervento dei nani la fanciulla riesce a salvarsi in extremis ( in entrambi i primi due casi la bella ragazza cade a terra "come fosse morta", dopo il morso alla mela la fanciulla "è priva di respiro, morta").
I nani mettono il corpo di Biancaneve in una bara con il suo nome scritto in caratteri d'oro e piangono per 3 giorni interi.
Sono 3 gli animali che vengono a fare visita al corpo della bambina: una civetta, un corvo e una colombella.
Infine arriva il principe che vista la ragazza nella bara se ne innamora e chiede ai nani di lasciargliela. Mentre i servi del principe portano la bara al castello, inciampano e il pezzetto di mela avvelenata esce dalla bocca di Biancaneve che si risveglia.
I due si sposano e saranno felici al castello del principe.
La matrigna muore con i piedi bruciati in due pantofole di ferro incandescenti, durante le nozze dei due giovani.
Analisi e commento
Molti particolari numerici e simbolici vengono a mancare nella versione Disneyana.
C'è da sottolineare che nella prima versione del 1812, la vera madre di Biancaneve non muore. Essa stessa diventa gelosa della figlia.
La figura della matrigna cattiva viene introdotta successivamente probabilmente ritenendo troppo cruento parlare di dinamiche psicologiche di invidia tra madri e figlie a questi livelli in fiabe destinate a bambini e bambine.
Per la stessa ragione stato omesso l'episodio di cannibalismo nel quale la matrigna mangia gli organi della fanciulla.
Come anche omesso l'atteggiamento necrofilo da parte del principe, che si innamora quando Biancaneve è gia morta.
Nel testo dei Grimm infatti, la figura maschile giunge solo dopo il morso alla mela, mentre nel film di animazione Disney i due si incontrano precedentemente nel bosco.
La numerologia è presente in tutto il racconto (le 3 gocce, i 7 nani, i 3 animali, i 7 monti, i 3 giorni di pianto per la morte della bambina.)
Con il 3 possiamo intendere il numero della Santa trinità, e con il 7 un numero spesso ricorrente
(7 giorni della settimana, le sette note, i sette chackra, i sette colori dell'arcobaleno, i 7 pianeti)
In particolare i 7 nani possono essere così visti;
Dotto: (in inglese Doc) rappresenta la sapienza e quindi il sole (Sunday) la Domenica;
Mammolo (Bashful) elemento femminile, rappresenta la Luna (Moon, Monday) Lunedì;
Brontolo (Grumphy), l'irritabile rappresenta Marte, Martedì;
Cucciolo (Dopey) è piccolo e giovane, rappresenta Mercurio, Mercoledì,
Gongolo (Happy) il gioviale rappresenta Giove, Giovedì,
Eolo (Sneezy) il custode dei venti rappresenta Venere, Venerdì,
Pisolo (Sleepy) Saturno (Saturday) Sabato.
Anche i colori alchemici sono tutti presenti, dal nero (nigredo, opera al nero) al rosso (rubedo, opera al rosso) al bianco (albedo,opera al bianco) fino ad arrivare all'Oro, alla fine della fiaba: l'opera è compiuta.
Biancaneve attraversando il bosco e i vari ostacoli e prove che ogni giovane donna deve superare, è diventata una donna.
Come in quasi tutte le fiabe raccolte inizialmente da Disney, quello di Biancaneve è un percorso iniziatico di una donna che la porta dall'amore paterno all'Amore vero.
La mela è un riferimento (neanche molto nascosto) al morso di Eva nel giardino dell'Eden.
Dopo il primo morso, Biancaneve conoscerà la morte e la rinascita, il Male e il Bene.
Lo specchio che non mente mai, rappresenta l'inconscio. Chiedendo allo specchio la regina chiede alla parte più profonda di sé ed è certa che non può ricevere una menzogna come risposta, per questo si fida ciecamente.
In definitiva Disney conosceva profondamente il potere delle donne, quello Amorevole (Biancaneve) e quello distruttivo (la matrigna) e come primo classico per il grande schermo ha scelto proprio la fiaba più intrisa di significati esoterici.
In principio non era dunque grazie al bacio del principe che la giovane donna si "risveglia", ella ha superato da sola tutte le prove che la Vita le ha fatto incontrare lungo il suo percorso.
Alla prossima fiaba.
Silvia
Come prima scelta avrei deciso di trattare le fonti dalle quali Walt Disney attingeva per dare alla luce i suoi classici di animazione.
Avrei voluto enormemente parlare delle differenze che ci sono tra i cartoni animati del famoso regista e produttore hollywoodiano, e i testi originali di autori del calibro di Perrault; fratelli Grimm; Collodi e Andersen.
Una volta individuate le differenze avrei provato a dare una spiegazione dei diversi simboli e significati nascosti agli occhi dei più.
Approfondendo per hobby questo tema (dato che la mia tesi di laurea si è poi concentrata un un altro tipo di indagine) ho "scoperto" dinamiche a dir poco affascinanti, mi sono resa conto che questa idea non era venuta solo a me ma a grandi studiosi tra cui il mio adorato C.G. Jung.
Il tema trattato è estremamente ampio e attualmente altri ricercatori come S. Brizzi hanno tenuto conferenze riguardanti questo argomento, (in particolare sulla fiaba di Pinocchio.)
Data la vastità dell'argomento e la lunga lista di classici che mi propongo di analizzare sotto un diverso punto di osservazione, pubblicherò l'analisi di un classico per volta in maniera da concentrarmi maggiormente ed entrare il più possibile nel cuore di ognuno.
La premessa che mi è di obbligo fare è la seguente:
E' ormai di dominio pubblico il fatto che Walt Disney fosse un massone a 33° e come tale conosceva elementi di magia, alchimia, esoterismo, femminino sacro..ecc.
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| locandina del film animato "Fantasia" del 1940 come protagonista incontriamo un topolino apprendista stregone. |
Classico Disney del 1937.
La pellicola ci racconta la storia di una fanciulla che, dopo aver perso la madre è costretta a convivere con la matrigna cattiva e vanitosa.
Quest'ultima osserva spesso la sua immagine nello specchio magico, che un giorno le rivelerà che Biancaneve è diventata più bella di lei.
Accecata dall'invidia, la matrigna incaricherà un cacciatore di ucciderla e di portarle il suo cuore come prova dell'avvenuta morte.
Mosso da compassione, il cacciatore lascerà scappare Biancaneve e porterà alla donna malvagia il cuore di un animale selvatico, per farle credere di aver commesso l'omicidio.
Scappata dal cacciatore la fanciulla attraverserà il bosco e incontrerà la casa dei 7 nani, con i quali stringerà un rapporto affettuoso e materno, incontrerà inoltre un bellissimo principe.
Dopo averla rintracciata, la strega le offre la famosa mela, che la fa cadere in un sonno profondo dal quale si risveglierà solo grazie al bacio del bellissimo principe azzurro.
Fiaba dei Grimm 1819
Lo scenario è quello di una giornata di inverno.
Una bella regina mentre è intenta a cucire, guardando la neve, si punge un dito e 3 gocce di sangue bagnano la neve.
La donna esprime il desiderio di avere un figlio, e presto nascerà una bambina con i capelli neri come l'ebano, la pelle bianca come la neve e le guance rosse come il sangue, dopodiché la regina muore.
Il padre si risposa, e la nuova moglie superba e chiede continuamente allo specchio magico chi sia la più bella del reame.
Sentendosi rispondere che all'età di 7 anni Biancaneve è già più bella di lei, la matrigna decide di farla uccidere dal cacciatore.
Chiede di farsi portare il fegato e i polmoni come prova dell'omicidio.
Il cacciatore impietosito lascia andare Biancaneve e uccide un cinghiale del quale porterà il fegato e i polmoni alla donna malefica, che li fa cucinare sotto sale e se li mangia.
Biancaneve, scappata nel bosco si rifugia nella casa dei 7 nani i quali le dicono che per rimanere la fanciulla deve necessariamente occuparsi delle faccende domestiche e prendersi cura di loro.
La matrigna cattiva, consultato di nuovo lo specchio (che non mente mai) si accorge che la ragazza è ancora viva, così travestitasi da vecchia, la donna solca i 7 monti e raggiunge Biancaneve.
Prima di offrire la mela velenosissima la vecchia tenta altre 2 volte di uccidere Biancaneve prima con un nastro stretto e poi con un pettine avvelenato. Nei primi due casi, in seguito all'intervento dei nani la fanciulla riesce a salvarsi in extremis ( in entrambi i primi due casi la bella ragazza cade a terra "come fosse morta", dopo il morso alla mela la fanciulla "è priva di respiro, morta").
I nani mettono il corpo di Biancaneve in una bara con il suo nome scritto in caratteri d'oro e piangono per 3 giorni interi.
Sono 3 gli animali che vengono a fare visita al corpo della bambina: una civetta, un corvo e una colombella.
Infine arriva il principe che vista la ragazza nella bara se ne innamora e chiede ai nani di lasciargliela. Mentre i servi del principe portano la bara al castello, inciampano e il pezzetto di mela avvelenata esce dalla bocca di Biancaneve che si risveglia.
I due si sposano e saranno felici al castello del principe.
La matrigna muore con i piedi bruciati in due pantofole di ferro incandescenti, durante le nozze dei due giovani.
Analisi e commento
Molti particolari numerici e simbolici vengono a mancare nella versione Disneyana.
C'è da sottolineare che nella prima versione del 1812, la vera madre di Biancaneve non muore. Essa stessa diventa gelosa della figlia.
La figura della matrigna cattiva viene introdotta successivamente probabilmente ritenendo troppo cruento parlare di dinamiche psicologiche di invidia tra madri e figlie a questi livelli in fiabe destinate a bambini e bambine.
Per la stessa ragione stato omesso l'episodio di cannibalismo nel quale la matrigna mangia gli organi della fanciulla.
Come anche omesso l'atteggiamento necrofilo da parte del principe, che si innamora quando Biancaneve è gia morta.
Nel testo dei Grimm infatti, la figura maschile giunge solo dopo il morso alla mela, mentre nel film di animazione Disney i due si incontrano precedentemente nel bosco.
La numerologia è presente in tutto il racconto (le 3 gocce, i 7 nani, i 3 animali, i 7 monti, i 3 giorni di pianto per la morte della bambina.)
Con il 3 possiamo intendere il numero della Santa trinità, e con il 7 un numero spesso ricorrente
(7 giorni della settimana, le sette note, i sette chackra, i sette colori dell'arcobaleno, i 7 pianeti)
In particolare i 7 nani possono essere così visti;
Dotto: (in inglese Doc) rappresenta la sapienza e quindi il sole (Sunday) la Domenica;
Mammolo (Bashful) elemento femminile, rappresenta la Luna (Moon, Monday) Lunedì;
Brontolo (Grumphy), l'irritabile rappresenta Marte, Martedì;
Cucciolo (Dopey) è piccolo e giovane, rappresenta Mercurio, Mercoledì,
Gongolo (Happy) il gioviale rappresenta Giove, Giovedì,
Eolo (Sneezy) il custode dei venti rappresenta Venere, Venerdì,
Pisolo (Sleepy) Saturno (Saturday) Sabato.
Anche i colori alchemici sono tutti presenti, dal nero (nigredo, opera al nero) al rosso (rubedo, opera al rosso) al bianco (albedo,opera al bianco) fino ad arrivare all'Oro, alla fine della fiaba: l'opera è compiuta.
Biancaneve attraversando il bosco e i vari ostacoli e prove che ogni giovane donna deve superare, è diventata una donna.
Come in quasi tutte le fiabe raccolte inizialmente da Disney, quello di Biancaneve è un percorso iniziatico di una donna che la porta dall'amore paterno all'Amore vero.
La mela è un riferimento (neanche molto nascosto) al morso di Eva nel giardino dell'Eden.
Dopo il primo morso, Biancaneve conoscerà la morte e la rinascita, il Male e il Bene.
Lo specchio che non mente mai, rappresenta l'inconscio. Chiedendo allo specchio la regina chiede alla parte più profonda di sé ed è certa che non può ricevere una menzogna come risposta, per questo si fida ciecamente.
In definitiva Disney conosceva profondamente il potere delle donne, quello Amorevole (Biancaneve) e quello distruttivo (la matrigna) e come primo classico per il grande schermo ha scelto proprio la fiaba più intrisa di significati esoterici.
In principio non era dunque grazie al bacio del principe che la giovane donna si "risveglia", ella ha superato da sola tutte le prove che la Vita le ha fatto incontrare lungo il suo percorso.
Alla prossima fiaba.
Silvia
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